Nascita
Fido iniziò probabilmente la sua vita nell'autunno del 1941 come cane randagio a Luco di Mugello, una piccola frazione del comune di Borgo San Lorenzo, nella provincia toscana di Firenze, in Italia.

1941 verso lun giu 9, 1958
Borgo San Lorenzo, Tuscany, Italy
Fido (1941 – 9 giugno 1958) è stato un cane italiano salito alla ribalta nel 1943 per la sua dimostrazione di incrollabile lealtà verso il suo padrone defunto. Fido è stato oggetto di articoli in molte riviste e giornali italiani e internazionali, è apparso nei cinegiornali di tutta Italia e ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui una statua pubblica eretta in suo onore.
Fido iniziò probabilmente la sua vita nell'autunno del 1941 come cane randagio a Luco di Mugello, una piccola frazione del comune di Borgo San Lorenzo, nella provincia toscana di Firenze, in Italia.
Una sera di novembre del 1941, un operaio di una fornace di Borgo San Lorenzo di nome Carlo Soriani, mentre tornava a casa dalla fermata dell'autobus, trovò il cane ferito in un fosso lungo la strada. Non sapendo a chi appartenesse il cane, Soriani lo portò a casa e lo curò fino alla guarigione. Soriani e sua moglie decisero di adottare il cane, chiamandolo Fido ("fedele", dal latino fidus).
Dopo che Fido si fu ripreso, seguì Soriani alla fermata dell'autobus nella piazza centrale di Luco di Mugello e lo guardò salire sull'autobus per andare al lavoro. Quando l'autobus tornava la sera, Fido trovava e salutava Soriani con evidente grande gioia e lo seguiva di nuovo a casa. Questo schema si ripeté ogni giorno lavorativo per due anni: Fido restava in piazza, evitando tutti gli altri, aspettando e annusando l'aria finché non salutava con entusiasmo Soriani, seguendolo poi a casa.
Ciò avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale e, il 30 dicembre 1943, Borgo San Lorenzo fu sottoposto a un violento bombardamento alleato: molte fabbriche furono colpite e molti operai, tra cui Soriani, perirono. Quella sera, Fido si presentò come al solito alla fermata dell'autobus, ma non vide scendere il suo amato padrone.
Fido tornò poi a casa, ma per i quattordici anni successivi (più di 5.000 volte) fino al giorno della sua morte, si recò quotidianamente alla fermata, guardando e annusando l'aria, aspettando invano che Soriani scendesse dall'autobus.
La rivista Time scrisse un articolo su Fido nell'aprile del 1957.
L'interesse dei media per Fido crebbe durante la sua vita. Le riviste italiane Gente e Grand Hotel pubblicarono la storia del cane, che apparve anche in diversi cinegiornali dell'Istituto Luce. Molti lettori furono colpiti dalla straordinaria fedeltà di Fido, tra cui il sindaco di Borgo San Lorenzo, che il 9 novembre 1957 gli conferì una medaglia d'oro alla presenza di molti cittadini, inclusa la commossa vedova di Soriani.
Alla fine del 1957, quando Fido era ancora in vita, il Comune di Borgo San Lorenzo commissionò allo scultore Salvatore Cipolla la creazione di un monumento al cane come testimonianza di quella storia esemplare di amore e fedeltà. L'opera, intitolata "Monumento al cane Fido", fu collocata in Piazza Dante a Borgo San Lorenzo, accanto al palazzo comunale. Sotto la statua che raffigura il cane c'è la dedica: A FIDO, ESEMPIO DI FEDELTÀ. Il monumento fu inaugurato dal sindaco di Borgo San Lorenzo, alla presenza di Fido e della vedova di Soriani. In origine, la statua era realizzata in maiolica, ma pochi mesi dopo l'inaugurazione alcuni vandali la distrussero. Di conseguenza, il sindaco di Borgo San Lorenzo commissionò a Salvatore Cipolla una nuova statua, questa volta in bronzo, che sostituì la prima e che si trova ancora oggi in Piazza Dante.
Fido morì aspettando ancora il suo padrone il 9 giugno 1958. La notizia della sua morte fu annunciata al pubblico dal quotidiano La Nazione con un articolo in prima pagina su quattro colonne.
Il 22 giugno, La Domenica del Corriere commemorò Fido con una toccante storia di copertina. Il dipinto di copertina di Walter Molino mostra Fido che muore sul ciglio della strada, con l'autobus in attesa sullo sfondo. Fido fu sepolto fuori dal cimitero di Luco di Mugello accanto al suo padrone, Carlo Soriani.