Galileo Galilei
Niccolò Lorini acquisì una copia della lettera di Galileo a Castelli
Italia
Tra la fine del 1614 e l'inizio del 1615, uno dei confratelli domenicani di Caccini, Niccolò Lorini, ottenne una copia della lettera di Galileo a Castelli. Lorini e altri domenicani del Convento di San Marco considerarono la lettera di dubbia ortodossia, in parte perché avrebbe potuto violare i decreti del Concilio di Trento: ...per frenare gli spiriti sfrenati, [il Santo Concilio] decreta che nessuno, confidando nel proprio giudizio, in materia di fede e di morale attinente all'edificazione della dottrina cristiana, distorcendo le Scritture secondo le proprie concezioni, presuma di interpretarle contrariamente a quel senso che la santa madre Chiesa... ha tenuto o tiene... — Decreto del Concilio di Trento (1545–1563). Citato in Langford, 1992.
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